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11/09/2018

UIL: Studio sulla riforma fiscale

Studio sulla riforma fiscale

Dichiarazione del Segretario di Domenico Proietti  sullo Studio UIL

“Se l´ipotesi di riforma fiscale strutturata su 3 aliquote venisse confermata, saremmo di fronte a un approccio profondamente diverso rispetto alla versione originaria della “flat tax”. In questo modo, infatti, si manterrebbe, in parte, un principio di progressività, previsto, tra l’altro, dalla carta costituzionale. Tuttavia il carico fiscale sui redditi medio bassi resterebbe, comunque, elevato.

La Uil ha simulato l’impatto di queste nuove aliquote evidenziando ancora un vantaggio significativamente maggiore per i redditi medio alti: il beneficio più consistente, infatti, pari a 1.680€ annui, andrebbe a circa il 2% dei lavoratori.

Per la Uil è, quindi, decisivo pensare a una riforma fiscale che preveda, contemporaneamente, detrazioni significative per lavoratori dipendenti e pensionati, i soggetti a più alta fedeltà fiscale. Agendo in questo modo si darebbe più reddito a milioni di italiani, contrastando così, il calo dei consumi recentemente registrato dall’Istat.

Sull’insieme di questi temi, la UIL chiede al Governo deve al più presto aprire un confronto con le parti sociali.

CONFRONTO IPOTESI IRPEF ATTUALE E IPOTESI D’INTERVENTO DEL GOVERNO

Ipotesi di riduzione a 3 il numero delle aliquote Irpef

Di seguito abbiamo confrontato l’ipotesi di una revisione dell’Irpef per i redditi da lavoro dipendente e assimilati con una riduzione a 3 del numero delle aliquote:

- 21% per lo “scaglione” di reddito compreso tra i 15.000 € e i 28.000 €;

- 38% per lo “scaglione” di reddito compreso tra i 28.000 € e i 75.000 €;

- 43% per lo “scaglione” di reddito superiore ai 75.000 €”.

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