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30/07/2019

UIL: Flat Tax redditi da lavoro dipendente

Tagliare le tasse in Italia è la priorità. Per la UIL bisogna cominciare a farlo partendo dai lavoratori dipendenti e dai pensionati, per contrastare la recessione e promuovere la crescita. L’introduzione della flat tax al 15% per redditi familiari fino a 55.000 €, generebbe un effetto negativo sui redditi fino a 26.600 € lordi annui. Infatti, un lavoratore con un reddito lordo annuo pari a 13.490 €, vedrebbe un aumento di tasse di circa 1.774 €, mentre un reddito di 22.830 € avrebbe un aumento della tassazione di 985 €. Questi incrementi sono determinati dall’effetto congiunto dell’abolizione delle detrazioni, delle deduzioni e del “bonus degli 80 euro”. Considerando questi due esempi, nel primo caso si dovrebbero pagare 136 € di tasse al mese in più, nel secondo 76 € al mese in più, con un incremento rispettivamente pari al 147 %  e al 29% dell’imposizione. Inoltre, non è chiaro come la tassazione possa essere sottoposta ad una valutazione del reddito familiare ipotizzata ai 55.000 € lordi annui. Infatti, è evidente la distorsione che escluderebbe una famiglia con due redditi da 28 mila € lordi annui ed invece garantirebbe uno sconto fiscale a chi guadagna, da single, 54 mila € lordi annui. Per la UIL la via maestra da seguire per la riduzione delle tasse è quella di agire sulle detrazioni specifiche per lavoratori dipendenti e pensionati, mantenendo il principio di progressività e concentrando le risorse sui quei lavoratori e pensionati che, da sempre, sono i primi a fare il loro dovere con il fisco. Lo studio

 

 

 

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