28/04/2026
ANAC: relazione annuale
Tra i temi affrontati l’esplosione degli affidamenti diretti per servizi e forniture (fra cui le consulenze), arrivando al 95% delle acquisizioni totali, con un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro (si passa dai 1.549 del 2021 ai 13.879 del 2025); la disparità di genere negli appalti Pnrr (meno dell’8% delle procedure Pnrr hanno previsto clausole per incentivare la parità di genere e l’assunzione di giovani, 7.000 procedure su 96.000); la distrazione dei fondi dell’Unione europea (in crescita del 35% lo scorso anno); l’assenza di obbligo di dichiarazione del titolare effettivo, per le imprese che partecipano agli appalti.
Nel 2025 il valore complessivo degli appalti pubblici in Italia è stato di 309,7 miliardi di euro, di cui circa 20,8 miliardi dovuti ad appalti effettuati e finanziati con le risorse del Pnrr. Il numero complessivo degli appalti è, invece, pari a 287.421, in aumento rispetto al 2024 sia per numero di procedure, con +7,6%, che per il loro importo totale con un incremento del +13,9%.
Riguardo a conflitto di interessi, inconferibilità e pantouflage, il Presidente Anac ha sottolineato “i vuoti di tutela lasciati dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio ed il parallelo ridimensionamento del traffico di influenze illecite. Per compensare l’arretramento del diritto penale, si sarebbero dovute rafforzare almeno le garanzie amministrative. Purtroppo, è avvenuto il contrario. Auspichiamo che il recepimento della Direttiva europea anticorruzione sia l’occasione per ripensare almeno alcune delle scelte normative effettuate”.
Riguardo la sicurezza sul lavoro e nel lavoro, il Presidente Anac ha dichiarato: “Negli appalti pubblici – anche più che altrove – servono tutele stringenti: controlli rafforzati, responsabilità di filiera, cantieri digitali, tracciabilità dei flussi di manodopera, formazione obbligatoria. I rischi maggiori si annidano nei subappalti, soprattutto quando si moltiplicano a cascata, erodendo trasparenza e responsabilità”.
Per quanto riguarda la digitalizzazione dei contratti, Busìa ha detto: “In appena due anni, l’Italia ha compiuto un salto che sembrava impossibile. Le procedure analogiche sono crollate dal 21% all’1%, le stazioni appaltanti che le hanno usate almeno una volta l’anno dal 45% all’1%, mentre con il nostro Fascicolo virtuale dell’operatore economico (Fvoe) sono stati verificati circa 175.000 operatori nel 2025, con oltre 4 milioni di certificazioni rilasciate”.
Riguardo alla qualificazione delle stazioni appaltanti, “in due anni siamo passati da oltre 20.000 a circa 4.000. L’obiettivo, però, non è solo ridurre il numero degli enti qualificati, ma renderli più forti, più efficienti, più capaci di offrire servizi migliori anche ai soggetti meno strutturati. Attraverso la professionalizzazione operiamo anche per rendere le procedure più efficienti e veloci, monitorando il rispetto del termine di 160 giorni per la loro conclusione”.
Infine, intervenendo sulle Direttive europee in materia di contratti pubblici, Busìa ha affermato: “Urge incentivare gli acquisti di prodotti europei (Buy Europe). Bisognerà operare in modo da non comprimere, ma potenziare la forza negoziale dell’Unione, gli acquisti aggregati a livello europeo, a partire da quelli energetici, quanto mai essenziali in questo difficile frangente internazionale. Ciò, al fine di rafforzare il potere negoziale degli Stati, altrimenti troppo deboli di fronte agli interessi di alcune potenze extraeuropee”.
Anac - Presentazione della Relazione annuale 2026 su attività 2025
Anac - Relazione annuale 2026 su attività 2025
Il mercato dei contratti pubblici nel 2025
Commissario sisma: La Relazione annuale ANAC 2025 evidenzia come il percorso di ricostruzione post sisma del Centro Italia continui a distinguersi per un modello fondato sulla vigilanza collaborativa e sulla cooperazione istituzionale. Tra gli elementi qualificanti di questo rapporto si evidenziano:
- l’aggiornamento degli atti-tipo, strumenti fondamentali per uniformare e semplificare le procedure;
- il confronto continuo su aspetti applicativi e operativi, con il coinvolgimento diretto delle strutture territoriali;
- il supporto ai RUP e agli enti locali nella gestione delle criticità della fase esecutiva dei contratti (Segue).
Sisma 2016: dalla relazione Anac 2025 conferma del modello di collaborazione e trasparenza con la struttura commissariale
UIL: Buonomo: “Il sistema degli appalti pubblici cresce in quantità, non in qualità”