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Prima Pagina

27/10/2020

Emergenza coronavirus

Europa

ECDC: 23 ottobre 2020 - Risk assessment on COVID-19 - Secondo gli ultimi dati disponibili in materia di emergenza da Covid-19, ECDC classifica come "fonte di grave preoccupazione" i seguenti Paesi: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cechia, Danimarca, Francia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia , Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito. Anche la Germania è inclusa in questo gruppo di paesi con una situazione epidemiologica "di grave preoccupazione". Il paese ha anche tassi di notifica in aumento negli anziani, tuttavia a causa di problemi tecnici, i tassi di notifica specifici per età non possono essere segnalati tramite TESSy.

Secondo gli ultimi dati disponibili, secondo ECDC solo sei paesi hanno una situazione epidemiologica stabile (che non soddisfa i criteri per una situazione epidemiologica "preoccupante" o "gravemente preoccupante"): Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Liechtenstein e Norvegia.

Rapid Risk Assessment: Increased transmission of COVID-19 in the EU/EEA and the UK – thirteenth update

QS: Covid. Per l’Ecdc l’Italia diventa rossa. La nuova mappa di rischio dell’Unione Europea

Commissione UE: Presentazione del parere da parte del gruppo di esperti - Audizione sull'organizzazione dell'assistenza sanitaria e sociale resiliente a seguito della pandemia COVID-19 (20 ottobre 2020)

Summary report - 37th Health Security Committee on COVID-19 outbreak

EMA: le autorità dei medicinali di tutto il mondo hanno discusso le loro esperienze con il supporto e la valutazione delle prove del mondo reale per facilitare il processo decisionale normativo sui trattamenti e sui vaccini COVID-19 durante un seminario convocato sotto l'egida della Coalizione internazionale delle autorità di regolamentazione dei medicinali (ICMRA). Il seminario è stato co-presieduto da Health Canada e dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e si è svolto il 13 ottobre 2020. I partecipanti hanno discusso i progressi compiuti nella creazione di coorti internazionali di pazienti, nella ricerca sulla gravidanza e nella sorveglianza e vigilanza sui vaccini durante la pandemia. I risultati delle discussioni sono evidenziati nella relazione di sintesi.

Italia

Salute-ISS: 23 ottobre 2020Monitoraggio settimanale Covid-19, report 12-18 ottobre - L’epidemia è in rapido peggioramento e compatibile complessivamente con uno scenario di tipo 3 (Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale) con rapidità di progressione maggiore in alcune Regioni italiane.

La situazione descritta in questo report evidenzia segnali di criticità dei servizi territoriali e del raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali di diverse Regioni/PA. Sono necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità nonché l’attuazione delle altre misure già previste nel piano “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di trasmissione per il periodo autunno-invernale”. Si invitano nuovamente le Regioni/PA a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e a considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette.

È fondamentale che la popolazione rimanga a casa quando possibile e riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. 

Nel periodo 01 - 14 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,50 (95%CI: 1,09 -1,75). Per dettagli sulle modalità di calcolo ed interpretazione dell’Rt riportato si rimanda all’approfondimento disponibile sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità. Sono riportati segnali di allerta della resilienza dei servizi territoriali in tutte le Regioni/PA.

Conclusioni:

  • La situazione descritta in questo report evidenzia segnali di criticità dei servizi territoriali e del raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali di numerose Regioni/PA.
  • L’evidenza di casi rapidamente in aumento con Rt nazionale di 1.5 nel suo valore medio e significativamente sopra 1 indicano una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni/PA italiane.
  • Il carico di lavoro non è più sostenibile sui servizi sanitari territoriali con evidenza di impossibilità di tracciare in modo completo le catene di trasmissione ed aumento in proporzione dei casi evidenziati per sintomi (che superano per la prima volta questa settimana quello dei casi identificati tramite contact tracing).
  • Sono necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità nonché l’attuazione delle altre misure già previste nel documento “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di trasmissione per il periodo autunno-invernale”.
  • È fondamentale che la popolazione riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo quando non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa quanto più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine.  Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi.
  • Si invitano nuovamente le Regioni/PA a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo fornite nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmessa con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732, in raccordo con il Ministero della Salute.

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Tabella incidenza 12-18 Ottobre 2020

Grafico Rt

Report regionali

Abruzzo

Basilicata

Calabria

Campania

Emilia Romagna

Friuli Venezia Giulia

Lazio

Liguria

Lombardia

Marche

Molise

PA Bolzano

PA Trento

Piemonte

Puglia

Sardegna

Sicilia

Toscana

Umbria

Valle D'Aosta

Veneto

Conferenza Regioni: 25 ottobre -  L’attività di contrasto alla diffusione del virus prosegue, focalizzando ancora di più l’attività di tracciamento sui focolai familiari, con i servizi sanitari territoriali che potranno ritarare i loro interventi sulla base del carico di lavoro. Così come verranno rafforzati i controlli attraverso l’utilizzo di tamponi rapidi e l’attività di prevenzione estendendo gli screening epidemiologici, con le Regioni che potranno fare accordi con farmacie e strutture private accreditate per la realizzazione di test sierologici.

Con una lettera inviata al ministro della Salute, Roberto Speranza, il Presidente Stefano Bonaccini definisce ambito e perimetro della proposta avanzata al Governo in relazione all'attività di contact tracing dalla Conferenza delle Regioni. Di fronte al fatto che in molte regioni, a causa dei numeri giornalieri sulle nuove positività, sia oggettivamente difficile tracciare e raggiungere tutti i potenziali contatti, andranno comunque fissate delle priorità all'interno di strategie più efficaci. E "laddove risulti impossibile il completo contact tracing, le Regioni potranno, attraverso i Dipartimenti di Sanità Pubblica, riorganizzare le attività di tracciamento e screening individuando specifiche priorità di intervento tempestivo”. Nell’ambito di tali priorità, “si dovrà innanzitutto aver riguardo che siano isolati i componenti del nucleo famigliare presso il quale si è registrato il caso positivo. Se questi ultimi dovessero risultare sintomatici, si dovrà eseguire il tampone rapido antigenico o quello molecolare mentre nel caso permanessero asintomatici il tampone rapido o quello molecolare si eseguirà allo scadere del decimo giorno di isolamento”. Ai contatti stretti asintomatici, “una volta provveduto alla loro identificazione ed al loro isolamento, non sarà necessariamente effettuato il tampone, tranne in casi particolari che saranno valutati dai servizi di sanità pubblica. E’ chiaro che in caso di comparsa dei sintomi, andrà loro invece tempestivamente eseguito il tampone molecolare". "Nell’ambito di queste priorità- prosegue dunque la missiva- si dovrà innanzitutto aver riguardo che siano isolati i componenti del nucleo famigliare presso il quale si è registrato il caso positivo. Se questi ultimi dovessero risultare sintomatici, si dovrà eseguire il tampone rapido antigenico o quello molecolare mentre nel caso permanessero asintomatici il tampone rapido o quello molecolare si eseguirà allo scadere del decimo giorno di isolamento”. Ai contatti stretti asintomatici, “una volta provveduto alla loro identificazione ed al loro isolamento, non sarà necessariamente effettuato il tampone, tranne in casi particolari che saranno valutati dai servizi di sanità pubblica. E’ chiaro che in caso di comparsa dei sintomi invece- si precisa- andrà loro tempestivamente eseguito il tampone molecolare".

Sia chiaro, l'obiettivo delle Regioni è quello di continuare a testare i casi asintomatici: "Per un’efficace e rapida attività di contact tracing occorrerà poi– prosegue infatti la lettera di Bonaccini- prevedere l’utilizzo di tutti i test validati nei paesi del G7". Si tratta in questo caso di una proposta già avanzata dalle Regioni la settimana scorsa, su cui peraltro il Ministero si era detto favorevole, assumendo il fatto di circoscrivere il perimetro ai Paesi con gli strumenti più avanzati di garanzia e validazione in tutto assimilabili a quelli dell'Italia. Né, peraltro, è intenzione delle Regioni contenere le attività di screening, che debbono essere anzi essere ulteriormente rafforzate: "Per potenziare tale azione- prosegue infatti la nota- le Regioni dovranno, attraverso specifiche linee di indirizzo operative, coordinare gli interventi attuativi di eventuali accordi nazionali tra Governo e i medici di medicina generale perché questi ultimi effettuino i tamponi rapidi antigenici e garantiscano la presa in carico dei loro pazienti nel periodo di isolamento in caso di positività". Le Regioni puntano molto sul fatto che l'accordo coi medici di medicina generale possa essere perfezionato nelle prossime ore e fanno anche un passo in più: "Al fine di potenziare anche le attività epidemiologiche a vasti strati della popolazione le Regioni potranno stipulare specifici accordi con le farmacie, centri di raccolta sangue, per lo svolgimento di esami sierologici o, nel caso di strutture ospedaliere e ambulatoriali private accreditate per l’esecuzione di tamponi rapidi”.

Infine, rispetto ai servizi, “la sorveglianza attiva con la telefonata a casa sarà comunque garantita per i soggetti più fragili- conclude il Presidente della Conferenza delle Regioni- mentre per i casi valutati ad hoc, potrà invece essere resa possibile tramite app per la presa in carico tempestiva in caso di sviluppo di sintomatologia. Naturalmente per l'attivazione di questa modalità sarà necessario il consenso dell'interessato"

Governo-Regioni: Si è tenuto il 22 ottobre un incontro (in videoconferenza) fra i rappresentanti del Governo e delle Regioni sulle misure da intraprendere per migliorare il contact tracing. Sul tavolo, l'ipotesi di arruolare operatori sanitari e socio sanitari che aiutino le Asl nel tracciare i contagi.

Presenti il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, il ministro della Salute, Roberto Speranza e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Tra i presidenti delle Regioni: Giovanni Toti, Luca Zaia, Michele Emiliano. Si prospetta un contingente di duemila operatori per potenziare le attività di tracciamento. Lo ha annunciato il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia nel corso della riunione. "Con un'ordinanza di protezione civile - ha detto il ministro - creiamo un contingente per potenziare le reti sanitarie interne alle Asl e rafforzare le operazioni di tracciamento". Il modello è lo stesso che a marzo ha portato medici e infermieri volontari negli ospedali più in difficoltà, e gli operatori socio sanitari in carceri e Rsa. I 2mila operatori verranno individuati con un bando della Protezione civile: 1.500 saranno destinati ad effettuare tamponi, test e tracciamento mentre altri 500 lavoreranno sulla richiesta di informazioni e sulle procedure da seguire.

L'obiettivo, ha spiegato Boccia durante la riunione, è di creare un contingente di persone "che non arrivano né da aziende ospedaliere pubbliche né private, perché non possiamo chiedere a nessuno di privarsi delle proprie risorse in questo momento". Dunque ci si rivolge a "liberi professionisti o a coloro che non hanno un'occupazione fissa, ad autonomi che hanno caratteristiche che individuiamo insieme alle Regioni e potranno lavorare fino al termine dello stato di emergenza sanitaria".

Gli operatori saranno nella disponibilità delle singole Asl e le domande saranno fatte direttamente per la Regione di residenza. "Bene il raccordo con Salute - ha detto il ministro durante la riunione - alcune ordinanze, su scuola e trasporti, possono essere un modello condiviso, per esempio sulla Dad, come nel caso del Lazio, Piemonte e Basilicata". "Siamo d'accordo a qualsiasi bando per reclutare persone che ci possano dare una mano". Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti nella riunione tra governo e regioni. "Abbiamo fiducia nel sistema di Protezione civile - ha aggiunto - Ma dobbiamo semplificare al massimo le procedure di tracciamento".

Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza è al lavoro "per una convenzione con i medici di medicina generale per far rientrare il tampone tra i punti dovuti, anche perché in base al numero di tamponi che Arcuri, come da fabbisogno regionale richiesto, sta acquistando sarà necessario aumentare il numero dei tamponi effettuati". Probabilmente i tamponi rapidi si potranno fare in farmacia, ha detto il ministro della Salute nel corso della riunione con le Regioni annunciando, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, l'inizio di una fase di sperimentazione: "in farmacia si fanno già i test sierologici in alcune regioni, proviamo a fare una sperimentazione come sta avvenendo a Trento per effettuare gli antigenici anche in farmacia". Speranza si è detto poi d'accordo con le Regioni che hanno chiesto di semplificare le procedure di tracciamento - "abbiamo già ridotto la quarantena a 10 giorni e eliminato il secondo tampone, siamo disponibili a trovare nuovi ambiti di intervento specifici" - e ha ribadito che si sta lavorando ad una convenzione con i medici di base per far sì che siano loro ad effettuare i tamponi rapidi che il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri sta acquistando.

Regioni: Progetto da concordare con le Regioni per la nuova sanità

Pandemia: contrasto e prevenzione dalla Lombardia al Lazio

Trentino: dal ministro Speranza il via libera al tampone antigenico in farmacia senza la presenza di un infermiere

Protezione civile: 24 ottobre 2020 - Personale a supporto della medicina territoriale per Covid-19, al via la raccolta delle manifestazioni di interesse. Sono aperte le procedure per l’individuazione di 1500 unità tra personale medico e sanitario e di 500 addetti all’attività amministrativa da impiegare, su base territoriale, per rafforzare l’attività di ricerca e gestione dei contatti dei casi (contact tracing). 

Sarà possibile partecipare alla selezione fino alle ore 19 del 26 ottobre 2020.

Alla manifestazione di interesse per 1500 unità di personale da impiegare a supporto delle strutture sanitarie territoriali impegnate nell’esecuzione dei tamponi, potranno partecipare medici, infermieri, assistenti sanitari, tecnici della prevenzione e studenti universitari in discipline infermieristiche e sanitarie. Le 500 unità che saranno impiegate per il supporto amministrativo delle attività di contact tracing, saranno invece scelte tra soggetti di età compresa tra i 18 e i 30 anni, in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado e di patente europea ECDL. La partecipazione per entrambe le procedure è consentita solo per la Regione di residenza o dimora.

Invitalia: Qui il report con i dati al 22 ottobre 2020 su: numero di contagiati e trend; andamento dei positivi; screening in atto; posti letto; distribuzione gratuita di dispositivi da parte del Commissario Straordinario a Regioni/Province autonome per personale sanitario e parasanitario, PA, forze dell’ordine, erogatori di servizi pubblici essenziali, RSA pubbliche e private, TPL e polizie locali; distribuzione gratuita di DPI nelle scuole.

MIT: 22 ottobre 2020 - “Un volo sperimentale che apre una rotta nel futuro, per migliorare le nostre vite e aiutarci anche a vincere la sfida contro il Covid. Per la prima volta il 22 ottobre campioni biologici e generi biomedicali sono stati trasportati con un drone a controllo remoto, che ha effettuato un volo di oltre 30 chilometri in sicurezza, sorvolando il traffico urbano con un mezzo a propulsione elettrica. Voglio complimentarmi con l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, Leonardo e Telespazio, che con la collaborazione di ENAC, hanno sperimentato con successo una modalità innovativa di trasporto, che potrà incidere a fondo sul futuro della nostra mobilità”. Lo afferma la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, dopo il trasporto di materiali sanitari attraverso droni sperimentata con successo dall’Ospedale Pediatrico “Bambin Gesù” di Roma. “Lo sviluppo di una infrastruttura tecnologica che consenta di migliorare la movimentazione di medicinali o la diagnostica, mettendo in comunicazione più diretta e rapida centri medici e ospedali, è una sfida nella quale siamo impegnati anche come Ministero dei Trasporti. Le implicazioni sulla vita di tutti noi possono essere di grande rilievo: pensiamo alla possibilità di un utilizzo dei sistemi autonomi di volo anche per il trasporto campioni sanitari o dei vaccini nella battaglia contro la pandemia che stiamo combattendo". 

"Una migliore qualità di vita e un minor impatto ambientale, grazie all’uso intelligente della tecnologia, stanno rivoluzionando anche il settore del trasporto aereo. Per questo L’ENAC è impegnato nel favorire un nuovo modello di mobilità attraverso lo sviluppo di progetti nazionali di mobilità aerea tramite l’utilizzo di droni. Il volo sperimentale apre una strada importante che vogliamo continuare a percorrere, attraverso la collaborazione fra enti pubblici e i soggetti privati in prima linea sul fronte della ricerca e dell’innovazione”.

ANSA: Campioni biologici spediti con droni, al via sperimentazione Tra sedi Ospedale Bambin Gesù Palidoro e Santa Marinella

INMP: 26 ottobre 2020Indicazioni operative ad interim per la gestione di strutture con persone ad elevata fragilità e marginalità socio-sanitaria nel quadro dell’epidemia di COVID-19 - È stata pubblicata, il 26 ottobre 2020, la versione aggiornata delle “Indicazioni operative ad interim per la gestione di strutture con persone ad elevata fragilità e marginalità socio-sanitaria nel quadro dell’epidemia di COVID-19”.

Si tratta di un documento tecnico-procedurale che ha l’obiettivo di fornire ai soggetti destinatari di responsabilità a vario titolo nella gestione di alcuni gruppi di persone ad elevata fragilità e marginalità sociale, italiane e straniere, procedure chiare e facilmente applicabili, coerenti con il complesso normativo prodotto in Italia nel periodo dell’emergenza per COVID-19. Il documento è stato richiesto dal Sottosegretario Zampa all’INMP (Istituto Nazionale salute, Migrazioni e Povertà) sulla base del mandato legislativo dell’ente unitamente all’esperienza che l’Istituto ha maturato sul tema dell’equità nella salute e, al contempo, sulla produzione di documenti di indirizzo basati sull’evidenza su queste specifiche tematiche.

I problemi di salute delle persone ad elevata fragilità e marginalità socio-sanitaria, infatti, rappresentano la sfida principale dei moderni sistemi di welfare. Tali persone frequentemente sfuggono alle politiche di prevenzione, in quanto la loro condizione giuridico-amministrativa può essere indefinita o, semplicemente, sono difficilmente raggiungibili, come difficile ne è la presa in carico da parte dei servizi pubblici. Da qui, l’esigenza di produrre un documento utile proprio a orientare le misure di prevenzione verso tali gruppi di popolazione rendendole uniformi su tutto il territorio nazionale, in un contesto così nuovo e in rapida evoluzione come quello delineatosi con la diffusione dell’epidemia da nuovo coronavirus.

ENEA: un dispositivo per test rapidi sul respiro - ENEA sta sviluppando un innovativo sensore che permetterà di effettuare test rapidi, attendibili e a basso costo per diagnosticare l’infezione da virus responsabile del Covid: basterà soffiare in una cannuccia collegata a uno specifico dispositivo per avere una risposta attendibile in 10/15 minuti. Il dispositivo si chiama ‘AsDECO’ (Asymptomatic DEtection COronavirus), ha dimensioni paragonabili ad uno smartphone, è riutilizzabile, non ha bisogno di reagenti e permetterà di effettuare screening su un ampio numero di persone in ambienti come, ad esempio, scuole e aeroporti per individuare, in particolare, i casi asintomatici.

“L’idea è nata dall’esigenza di avere a disposizione nuove tecnologie di diagnostica precoce e non invasiva”, spiega Antonia Lai, ricercatrice del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia presso il Centro Ricerche ENEA di Frascati, che sta mettendo a punto il sensore insieme ai colleghi Alessandra Pasquo e Simone Mannori. “Stiamo lavorando a pieno ritmo per realizzare entro pochi mesi il primo sensore. La sperimentazione sul campo partirà una volta conclusa la parte di laboratorio e sarà gestita da strutture sanitare e ospedali, con i quali stiamo avviando accordi di collaborazione”.

Il sensore ENEA utilizzerà una tecnica ad alta sensibilità e selettività - attualmente impiegata in laboratori di analisi specializzati - che permetterà di individuare in tempo reale le proteine virali contenute nel respiro.

IRCCS Sacro Cuore Don Calabria: Sono stati citati anche dal Washington Post i risultati dello studio dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria condotto su quasi 400 pazienti che si sono rivolti al Pronto Soccorso da marzo a maggio, ribadendo che più bassa è la quantità di virus ricevuta al momento del contagio, meno gravi sono i sintomi della malattia. Più bassa è la quantità di virus che riceviamo al momento del contagio, meno gravi potranno essere i sintomi della malattia. Una tesi ribadita a sostegno dell’utilizzo della mascherina, dell’igiene frequente delle mani e del distanziamento fisico e dimostrata per la SARS e la MERS, ma solo supposta finora per quanto riguarda il nuovo Coronavirus. A supportarla scientificamente arriva però uno studio dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), appena pubblicato su Clinical Microbiology and Infection e presentato in anteprima alla conferenza sul Coronavirus promossa alcune settimane fa dalla Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive. I risultati dell’indagine sono stati citati anche dal Washington Post nell’ambito di un’inchiesta sul calo di mortalità da Covid 19 nel mondo (vedi servizio del Tg2 in fondo a questo articolo). Leggi tutto

IRCCS Sacro Cuore Don Calabria: Test Covid: a cosa servono le diverse tipologie - Molecolari, antigenici e sierologici. Rapidi e non rapidi. Tampone o su sangue. Si moltiplica la tipologia dei test Covid 19. Ognuno ha la sua indicazione e devonono essere impiagati a seconda dello scopo, diagnostico o epidemiologico. Si attende la validazione dei test molecolari su saliva

ENPAM: Quarantena o isolamento? A ciascuno il suo sussidio - Nel vocabolario delle misure anti-Covid c’è una differenza fondamentale tra quarantena e isolamento. La prima condizione dà diritto ad accedere al contributo sostitutivo del reddito erogato da Enpam, mentre l’isolamento di chi è risultato positivo al Covid-19 apre la strada all’inabilità temporanea di Quota B.

AIFA: Attuazione DPCM 18 ottobre 2020 in materia di Convegni e Congressi - Si invitano tutte le Aziende a convertire e/o posticipare in autonomia, senza inviare richieste all’Help Desk, gli eventi programmati in modalità Residenziale o Blended con data di inizio o date intermedie  fino al il 13 novembre 2020, per i quali sono state inviate le domande di autorizzazione.

Comune di Roma: Ordinanza della Sindaca n. 205 del 22.10.2020, Emergenza COVID-19. Individuazione delle aree interdette al pubblico dopo le ore 21 nelle giornate del venerdì e del sabato. Le aree interdette dalle ore 21 alle ore 24 sono:

Campo de' Fiori; Piazza Trilussa limitatamente all'area della scalinata prospicente la fontana dell'Acqua Paola; Piazza Madonna de' Monti; Via del Pigneto e Via Pesaro relativamente alla zona pedonale ivi istituita.

E' consentito l'accesso e il deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni provate secondo le modalità operative concretamente individuate dagli organi preposti all'esecuzione dell'ordinanza.

Le inosservanze sono punite con la sanzione pecuniaria da euro 400,00 a euro 1.000,00.

Commenti

GIMBE: 22 ottobre 2020 - Il monitoraggio della Fondazione GIMBE nella settimana 14-20 ottobre rileva il peggioramento di tutti gli indicatori dell’epidemia e il fallimento delle strategie di tracciamento in quasi in tutte le regioni. Se, come ribadito dal Premier Conte, l’obiettivo è di tutelare sia la salute che l’economia, la politica prenda atto che le misure introdotte dai due DPCM, oltre alle nuove restrizioni imposte da alcune regioni, sono insufficienti e tardive rispetto al trend di crescita della curva epidemica. Per prevenire sovraccarico di ospedali e terapie intensive e il conseguente incremento della letalità servono immediatamente misure di contenimento più rigorose nelle aree a maggior diffusione del contagio al fine di evitare un nuovo lockdown generalizzato. Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 14-20 ottobre, rispetto alla precedente, un incremento esponenziale nel trend dei nuovi casi (68.982 vs 35.204) a fronte di un rilevante aumento dei casi testati (630.929 vs 505.940) e di un ulteriore netto incremento del rapporto positivi/casi testati (10,9% vs 7%). Dal punto di vista epidemiologico crescono i casi attualmente positivi (142.739 vs 87.193) e, sul fronte degli ospedali, si registra un’impennata dei pazienti ricoverati con sintomi (8.454 vs 5.076) e in terapia intensiva (870 vs 514). Più che raddoppiati i decessi (459 vs 216).

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 243 (+112,5%)
  • Terapia intensiva: +356 (+69,3%)
  • Ricoverati con sintomi: +3.378 (+66,5%)
  • Nuovi casi: 33.778 (+95,9%)
  • Casi attualmente positivi: +55.546 (+63,7%)
  • Casi testati +124.989 (+24,7%)
  • Tamponi totali: +202.871 (+24,8%)

«Con l’aumentare vertiginoso dei numeri – spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – il dato nazionale non rende conto di marcate differenze regionali, oltre che provinciali, che indicano le aree che richiedono provvedimenti più restrittivi per circoscrivere tempestivamente tutti i focolai e arginare il contagio diffuso». Il report dei principali indicatori documenta un peggioramento in tutte le Regioni su tutti i fronti, fatta eccezione per il modesto incremento dei casi testati (tabella).

Download comunicato

GIMBE: 20 ottobre 2020 - senza anticipare il virus si va dritti al lockdown - Davanti ad una curva del contagio che s’impenna ogni giorno di più e ospedali che si riempiono inesorabilmente, come in un déjà-vu nel giro di pochi giorni il Governo introduce ulteriori misure restrittive nel tentativo di frenare l’epidemia.

La prima componente della “non strategia” è farsi guidare dai numeri del giorno per definire l’entità delle misure di contenimento, senza considerare le dinamiche attuali dell’epidemia, molto diverse da quelle della prima ondata. Questo favorisce inesorabilmente l’ascesa dei contagi e vanifica gli effetti delle misure per varie ragioni:

  • I numeri riportati quotidianamente dal bollettino della Protezione Civile non rispecchiano affatto i casi del giorno perché dal contagio alla notifica intercorre un ritardo medio di 15 giorni, in quanto:
    • Il tempo medio tra contagio e comparsa dei sintomi è di 5 giorni (range 2-14 giorni).
    • Secondo l’Istituto Superiore di Sanità il tempo mediano tra inizio dei sintomi e prelievo/diagnosi è di 3 giorni (settimana 7-13 ottobre), ma potrebbe allungarsi considerando i tempi di analisi di laboratorio e di refertazione. Peraltro, per i casi asintomatici non è noto perché la tempestività nella richiesta del tampone dipende dall’efficacia dell’attività di testing & tracing.
    • La comunicazione dei nuovi casi dalle Regioni alla Protezione Civile non avviene in tempo reale:ad esempio, nella settimana 5-11 ottobre meno di un terzo dei casi è stato notificato entro 2 giorni dalla diagnosi, il 54% tra 3 e 5 giorni e il 14% dopo oltre 6 giorni; peraltro tale ritardo aumenta progressivamente per il crescente numero di casi.
    • La curva dei contagi ha ormai assunto un trend esponenziale: nella settimana 13-19 ottobre il numero dei casi attualmente positivi è salito da 82.764 a 134.003 (+53,7%) eil rapporto positivi/casi testati in una settimana è cresciuto dal6,4% al 10,4%. Trend che si riflettonosia sul numero dei pazienti ricoverati con sintomi, aumentati negli ultimi 7 giorni da 4.821 a 7.676(+59,2%) e di quelli in terapia intensiva da 452 a 797 (+76,3%)con segnali di sovraccarico in diverse Regioni, sia sul progressivo aumento della letalità.
    • L’affanno del sistema di testing & tracing aumenta la probabilità di sottostimare i casi, perché l’espansione del bacino di asintomatici non isolati accelera ulteriormente la diffusione del contagio.
    • Gli effetti delle misure restrittive,non valutabili prima di 2-3 settimane,saranno verosimilmente neutralizzati dal trend di crescita della curva epidemica.

La seconda componente è il mancato allineamento tra le misure dei due DPCM e quanto previsto dalla circolare del 12 ottobre del Ministero della Salute. Nel documento “Prevenzione e risposta a COVID-19” vengono delineati quattro scenari di evoluzione dell’epidemia in relazione a diversi livelli di rischio accompagnati da relative misure da attuare nei vari settori. «Considerato che diverse Regioni – spiega il Presidente – sono ormai nella fase di rischio alto/molto alto, è inspiegabile che le misure raccomandate non siano state introdotte dal nuovo DPCM, che ha seguito le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, né attuate dalle Regioni, che hanno partecipato alla stesura del documento».

La terza componente della “non strategia” è il mancato approccio di sistema basato su responsabilità e alleanza tra politica e cittadini, oltre che sull’efficienza dei servizi sanitari.«Numeri a parte – precisa Cartabellotta –il contenimento della seconda ondata doveva inevitabilmente poggiare, già alla fine del lockdown, su tre pilastri integrati: massima aderenza della popolazione ai comportamenti raccomandati, potenziamento dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri e collaborazione in piena sintonia tra Governo, Regioni ed Enti locali».

«Non essere riusciti a prevenire la risalita della curva epidemica quando avevamo un grande vantaggio sul virus– conclude Cartabellotta –oggi impone la necessità di misure di contenimento in grado di anticipare il virus. Tali misure devono essere pianificate su modelli predittivi ad almeno 2-3 settimane, perché la “non strategia” di inseguire i numeri del giorno con uno stillicidio di DPCM che, settimana dopo settimana, impongono la continua necessità di riorganizzarsi su vari fronti, spingerà inevitabilmente il Paese proprio verso quel nuovo lockdown che nessuno vuole e che non possiamo permetterci».

ALTEMS: Analisi dei modelli organizzativi di risposta al Covid-19. - Instant REPORT#25: 23 ottobre 2020 –

In merito agli aspetti epidemiologici si confermano le differenze importanti in termini di incidenza della diffusione del Covid-19 nelle diverse Regioni che proseguono anche nella Fase 2. I dati (al 20 Ottobre) mostrano che la percentuale di casi attualmente positivi (n = 142.739) sulla popolazione nazionale è pari allo 0,24% (quasi raddoppiato rispetto ai dati del 13/10 in cui si registrava lo 0,14%). La percentuale di casi (n= 434.449) sulla popolazione italiana è in sensibile aumento, passando dallo 0,61% allo 0,72%. Il primato per la prevalenza periodale sulla popolazione si registra nella Valle d’Aosta (1,61%), nella P.A. di Trento e Lombardia (1,29%), seguita da Liguria (1,25%) ma è in Valle d’Aosta (0.58%), PA Bolzano (0,36%), Campania (0,34%), Toscana (0,31%) e Umbria (0,30%) che oggi abbiamo la maggiore prevalenza puntuale di positivi, con valori in leggero aumento nelle altre regioni, e con un media nazionale pari a 0,24% (sensibilmente in aumento rispetto ai dati del 13/10). Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza periodale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus nell’intervallo di tempo considerato (casi già positivi all’inizio del periodo più nuovi casi emersi nel corso del periodo). In particolare, è stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio la settimana appena trascorsa, tra il 14 ed il 20 ottobre, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (256 casi ogni 100.000 residenti). Il valore massimo si registra in Valle D’Aosta (598 casi ogni 100.000 residenti), seguita da Liguria (399 casi ogni 100.000 residenti). Il dato più basso si registra in Calabria (71 casi ogni 100.000 residenti). Dal report #25 è stata analizzata la prevalenza puntuale che corrisponde alla proporzione della popolazione regionale che risulta positiva al virus nell’esatto giorno considerato. È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: proprio il 20 ottobre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale in Italia (237 casi ogni 100.000 residenti). Il valore massimo si registra in Valle D’Aosta (578 casi ogni 100.000 residenti), seguita da PA Bolzano (356 casi ogni 100.000 residenti). Il dato più basso si registra in Calabria (65 casi ogni 100.000 residenti).

Report Executive Summary 

Bankitalia: È online la nota "Recenti sviluppi della pandemia Covid-19 nel mondo ", curata da ricercatori della Banca d'Italia. Dallo scorso agosto i contagi da SARS-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19, sono tornati a salire in diversi paesi europei. La diffusione dell'epidemia ha ulteriormente accelerato nelle ultime settimane in concomitanza con il calo delle temperature e la riapertura delle scuole e di altre attività lavorative dopo la pausa estiva. Allo stesso tempo, il numero di nuove infezioni ha iniziato a moderarsi in America Latina e in Asia, ma alcuni grandi paesi, tra cui India e Brasile, rimangono ancora in una situazione complessa. Negli Stati Uniti, dopo la flessione registrata in agosto e settembre, i nuovi casi di Covid-19 sono di nuovo in aumento. Inoltre, in molti paesi avanzati, Italia inclusa, si registra un deterioramento delle capacità di monitoraggio attraverso i test e tracciamento dei contatti. Il numero ufficiale di decessi correlati a Covid-19 a livello mondiale rimane stabilmente su livelli tra i più elevati registrati da inizio epidemia. Il calo delle vittime in America Latina è stato compensato da un nuovo aumento in Europa, dove la mortalità rimane comunque su livelli inferiori a quelli registrati la scorsa primavera. Nel corso dei mesi estivi le forti restrizioni alla mobilità e alle interazioni sociali introdotte nella prima fase dell’epidemia sono state parzialmente allentate in molte aree del pianeta. Tuttavia, nelle settimane più recenti nuove restrizioni sono state introdotte in numerosi paesi europei e si sono già in parte riflesse sulla mobilità dei cittadini.

Federfarma: Tamponi rapidi in farmacia: pronta a collaborare per definire rapidamente le procedure - La possibilità di effettuare i tamponi rapidi in farmacia, preannunciata dal ministro della Salute Roberto Speranza, costituisce un’importante opportunità per i cittadini e per il Servizio sanitario nazionale, in quanto consente di snellire le procedure di tracciamento dei contagi in questa fase molto delicata. Lo dichiara Federfarma, la Federazione nazionale che rappresenta oltre 18.000 farmacie, esprimendo apprezzamento per le parole del Ministro.

Piemonte, il tampone rapido per Covid-19 arriva in farmacia

FOFI: La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani accoglie con soddisfazione la notizia che in tempi brevi sarà possibile effettuare i tamponi rapidi antigenici nelle farmacie, nell’ambito di una sperimentazione nazionale. La Federazione, tra le altre proposte avanzate per migliorare l'assistenza ai cittadini, aveva chiesto già alla fine dell’estate, in vista della ripresa della didattica in presenza, che i farmacisti fossero coinvolti nelle campagne di screening del personale e della popolazione scolastica (allora attraverso i test sierologici) così come è stato fatto nella Provincia autonoma di Bolzano e poi in Emilia Romagna. I farmacisti si sono sempre resi disponibili a fare tutto quanto necessario per collaborare al contrasto della pandemia forti della loro professionalità e della capillarità dei loro presidi, e anche durante il lockdown non hanno mai fatto mancare il loro supporto alla collettività. La FOFI ringrazia il Ministro della Salute Roberto Speranza per questa decisione, che senz’altro contribuirà a potenziare la risposta sul territorio alla pandemia.

ONB: D’Anna (Biologi): “Test veloci in farmacia inaffidabili ed eseguiti in luoghi non idonei. Intervengano Nas e nuclei ispettivi delle Asl” - “L’Ordine Nazionale dei Biologi, con l’intento primario di tutelare la salute dei cittadini ed in secondo luogo, la professionalità di quanti (biologi, medici, chimici e tecnici di laboratorio) operano presso i laboratori clinici accreditati con il SSN, sta valutando iniziative legali, affinché vengano revocate le disposizioni impartite dai governatori di quelle regioni in cui è stata autorizzata l’esecuzione dei test cosiddetti ‘veloci‘ nelle farmacie“. Lo annuncia in una nota, il sen. Vincenzo D’Anna, presidente dell’ONB.

CGIL-Filcams-FP: Covid: Cgil-Filcams-Fp, preoccupa ipotesi tamponi da medici di base e farmacie - “Apprendiamo con grande stupore da indiscrezioni stampa che il Ministero della Salute starebbe valutando di far fare i tamponi a medici di base e farmacisti. Tutti devono dare il proprio contributo nell’affrontare la recrudescenza dell’emergenza pandemica, ma occorre garantire ai professionisti coinvolti stessi livelli di sicurezza, a chi fa il tampone e a chi riceve quella prestazione”. Ad affermarlo sono la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori, e le segretarie generali di Filcams e Fp Cgil, Maria Grazia Gabrielli e Serena Sorrentino. Le farmacie e gli studi privati dei medici di medicina generale, proseguono le dirigenti sindacali, “non sono luoghi contemplati per percorsi differenziati Covid, potrebbero essere messi a rischio professionisti e pazienti, nonché coloro che si recano negli studi medici o nelle farmacie per altre evenienze. Oltretutto il negoziato con le Regioni sul tracciamento rischia di aprire differenziazioni territoriali nelle ordinanze. Avrebbe più senso chiedere a medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e a tutti i professionisti sanitari abilitati, anche privati, di dare la propria disponibilità a potenziare l’effettuazione dei test in luoghi dedicati, sanificati, protetti e, per alcune fasce orarie, dai presidi mobili agli ambulatori nelle aziende territoriali già predisposti nei dipartimenti di prevenzione insieme ad altri professionisti del SSN”.

Regione Lazio: Avviso manifestazione di disponibilità all’esecuzione di test molecolari per l’identificazione del SARS-COV-2 - Alla luce dell’attuale stato dell’epidemia da COVID-19 e della necessità di procedere all’incremento dell’offerta complessiva di strutture da inserire nella rete COROnet per l’esecuzione di test molecolari volti all’identificazione diretta del virus SARS-CoV-2, la Direzione Salute e Integrazione Sociosanitaria invita le strutture sanitarie private, in possesso di idoneo titolo autorizzativo per l’erogazione di prestazioni di medicina specialistica ambulatoriale nella branca “Laboratorio analisi”, disponibili all’esecuzione di test molecolari per l’identificazione diretta del virus SARS-CoV-2

FNOMCeO: Nuovo Dpcm, Anelli: “Dal Governo misure di buon senso, la salute si tutela anche evitando la povertà. Ora è il momento della responsabilità”. E ai cittadini: “Restiamo a casa, in un auto-lockdown gentile

OMCeO Torino: Il ruolo del MMG e del PLS nel frenare la diffusione dell’epidemia da COVID-19 - I MMG e i PLS possono oggi svolgere un ruolo fondamentale nel contenimento dell’epidemia per evitare il raggiungimento di livelli incontrollabili di diffusione e conseguente saturazione nelle prossime settimane degli ospedali e dei letti di terapia intensiva. L’OMCeO Torino ha predisposto una breve guida a disposizione di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta sulle azioni da compiere per contribuire a frenare la diffusione dell’epidemia da Covid-19 e sull’utilizzo di tamponi e test antigenici rapidi.

OMCeO Torino: Quarantena precauzionale per il personale sanitario – Chiarimenti

SUMAI-Assoprof: Covid. Magi: “Non abbandoniamo i cronici, rafforziamo l’offerta del territorio” - Il covid continua a dettare l’agenda politico, sanitaria ed economica del nostro Paese e non solo. Tutte le misure che l’Esecutivo sta ponendo in essere sono giustamente orientate al contenimento di questa pandemia che ha ricadute su ogni aspetto del nostro vivere. Il numero dei contagi sta drammaticamente aumentando e le reti ospedaliere dei Servizi sanitari regionali cominciano ad organizzarsi per garantire la disponibilità dei posti letto per l’emergenza. In altri termini quelli che non possono assicurare il doppio percorso Covid-non Covid chiudono ai pazienti che non presentano sintomi SARS CoV-2 a discapito dei cronici che potranno recarsi negli ospedali solo per controlli gravi e urgenti.

FP CGIL: Crescono contagi in laboratori processi tampone. “Cresce il numero di contagi all’interno dei laboratori pubblici interessati dal tracciamento del Covid-19”. A denunciarlo è la Fp Cgil in una lettera inviata al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, nel chiedere a questi ultimi di “porre in essere le necessarie azioni correttive”.

EPSU: La prossima settimana avrà luogo la settimana di mobilitazione europea per la sanità e l’assistenza, oltre la pandemia. La Federazione Europea dei sindacati del servizio pubblico, EPSU, ha organizzato questa settimana di mobilitazione per sensibilizzare le Istituzioni Europee sulle gravi problematiche che si sono presentate e, purtroppo, continuano a verificarsi in presenza della seconda ondata e che vedono il personale sanitario e sociosanitario sotto grande stress in tutta Europa. I tre punti principali della mobilitazione sono: sicurezza sul lavoro per operatori sanitari e sociosanitari, migliori condizioni di lavoro e accesso rapido alle cure; organici sufficienti e lavoro stabile per garantire un servizio sanitario pubblico efficiente ed in grado di affrontare le emergenze; innalzamento delle retribuzioni e refforzamento della contrattazione collettiva; richiesta alla UE di riportare il finanziamento per il programma EU4health ad almeno nove miliardi di euro e di esortare tutti i paesi affinché i bilanci pubblici ripsondano in modo adeguato alle esigenze dei sistemi sanitari e socio-assistenziali. leggi

QS: Covid. “Sanità, scuola e trasporti. Ecco la ricetta in 10 mosse di Forza Italia per evitare un nuovo lockdown”. E sul Mes: “Siamo pronti a votarlo, mi auguro si convincano della necessità di quelle risorse”. Intervista ad Antonio Tajani

Startmag: Tracciamento automatico di tutti gli appartenenti agli ambienti di vita dei positivi e tamponi diffusi, fino a 400mila al giorno se necessario, per spegnere sul nascere i focolai di Covid-19. A indicare quale doveva essere la strategia per evitare una seconda ondata, quella che purtroppo ora stiamo vivendo, è un documento consegnato al governo il 20 agosto scorso da Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, che aveva delineato scenari e previsto azioni di intervento. Il piano Progetto sorveglianza nazionale: Italia è stato caricato il 20 ottobre, sul sito Lettera 150, think tank composto da 250 accademici italiani di diverse discipline riunitisi durante la prima fase dell’epidemia. Crisanti quel programma l’ha consegnato – come ha svelato nei giorni scorsi lo stesso Crisanti – direttamente nelle mani del ministro per i Rapporti con il parlamento, e del viceministro della Salute Sileri. «Non ho più avuto riscontri alla mia proposta», ha poi detto il professore. Il suo programma di politica sanitaria prevedeva il tracciamento automatico di tutti gli appartenenti agli ambienti di vita dei positivi e tamponi diffusi, fino a 400 mila al giorno se necessario, per spegnere sul nascere i focolai di Covid-19.

“Non ho più avuto riscontri alla mia proposta. Ora a distanza di quasi tre mesi vengono emanati nuovi decreti del presidente del consiglio, destinati ad impattare sulla nostra qualità della vita e sulle nostre attività lavorative, subiti pazientemente con la speranza che possano contribuire a diminuire il contagio”, ha commenta Crisanti, “ancora una volta, tuttavia, si persiste nell’errore di non chiedersi come, ridotto il contagio con misure progressivamente restrittive, si faccia a mantenerlo a livelli bassi. La mancata risposta a questa domanda ci condannerà a una altalena di misure restrittive e ripresa di normalità che avrà effetti disastrosi sull’economia, l’educazione e la vita di relazione”. Aggiunge Giuseppe Valditara, ordinario dell’Università di Torino e coordinatore di Lettera150: “E’ mancato il coordinamento e la pianificazione delle azioni necessarie da parte del governo, che ben può sostituirsi anche a organi come Regioni e Comuni, come prevede espressamente la Costituzione, nel caso di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica. Dai trasporti alla sanità, ci siamo fatti cogliere di nuovo impreparati. E le responsabilità sono ricadute tutte, di nuovo, su singoli cittadini ed enti locali”

ANSA: Magrini (Aifa), cortisone ed eparina cardini terapia Covid Cambiati standard, scartati farmaci Aids, su plasma servono dati

Il Foglio del 23.10.2020: Fondazione The Bridge, Non lasciamo indietro i malati non Covid

QS: Covid. 100 scienziati a Mattarella e Conte: “Assumere provvedimenti drastici nei prossimi 2-3 giorni. Essenziale conoscere i dati sulle situazioni più a rischio per fare interventi più mirati ed efficaci”

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