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15/06/2021

Commissione UE: pacchetto infrazioni giugno

La Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia per mancato rispetto delle prescrizioni della direttiva sull'acqua potabile (direttiva 98/83/CE). La direttiva impone agli Stati membri di garantire che le acque destinate al consumo umano siano salubri e pulite, e richiede che nell'acqua potabile non siano presenti microrganismi e parassiti, né sostanze che potrebbero rappresentare un pericolo per la salute umana. Il Green Deal europeo fissa per l'UE l'obiettivo "inquinamento zero". La piena attuazione degli standard sanciti dalla legislazione dell'UE è importante per proteggere efficacemente la salute umana e salvaguardare l'ambiente naturale. La Commissione deferisce l'Italia alla Corte di giustizia poiché da molto tempo in alcune zone della provincia di Viterbo, in Lazio, i livelli di arsenico e fluoruro nell'acqua potabile superano i valori parametrici stabiliti dalla direttiva sull'acqua potabile: ciò può danneggiare la salute umana, in particolare quella dei bambini. Sono 6 le zone in cui i livelli sicuri di arsenico nell'acqua potabile restano al di sopra delle soglie di sicurezza: Bagnoregio, Civitella d'Agliano, Fabrica di Roma, Farnese, Ronciglione e Tuscania. Nelle zone di Bagnoregio e Fabrica di Roma sono state inoltre superate le soglie di sicurezza per il fluoruro. Sebbene la Commissione accolga con favore sia l'adozione da parte dell'Italia di misure che vietano o limitano l'approvvigionamento idrico nelle zone interessate, sia l'invio ai consumatori di informazioni sulla situazione, ad oggi 6 zone di approvvigionamento idrico non sono ancora pienamente conformi alla direttiva. La Commissione deferisce quindi l'Italia alla Corte di giustizia. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il comunicato stampa.

La Commissione invita l'Italia a garantire un'adeguata protezione degli habitat e delle specie ai sensi della direttiva 92/43/CEE del Consiglio (direttiva Habitat) e della direttiva 2009/147/CE (direttiva Uccelli). Ai sensi della direttiva Habitat e della direttiva Uccelli, gli Stati membri hanno convenuto di sviluppare una rete Natura 2000 europea coerente proponendo siti di importanza comunitaria (SIC) adeguati e classificando le zone di protezione speciale (ZPS). Si tratta di prescrizioni fondamentali per la protezione della biodiversità in tutta l'UE. Sia il Green Deal europeo sia la strategia europea sulla biodiversità per il 2030 sottolineano quanto sia importante che l'UE arresti la perdita di biodiversità mantenendo i siti naturali, migliorando gli ecosistemi danneggiati e ripristinandone il buono status ecologico. Allo stato attuale la rete Natura 2000 dell'Italia non comprende nella misura adeguata tutti i diversi tipi di habitat e le specie che necessitano di protezione. Le lacune più gravi riguardano le specie marine, come la foca monaca mediterranea, tartaruga marina comune e il tursiope, e gli habitat marini, come le scogliere. Mancano inoltre le designazioni dei siti marini per diverse specie di uccelli marini, come la berta maggiore e la berta minore. Per i motivi sopra indicati la Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondervi e adottare le misure necessarie. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.

La Commissione invita Belgio, Bulgaria, Cechia, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia ad attuare varie disposizioni del regolamento 1143/2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. Sia il Green Deal europeo sia la strategia europea sulla biodiversità per il 2030 sottolineano quanto sia importante che l'UE arresti la perdita di biodiversità mantenendo i siti naturali, migliorando gli ecosistemi danneggiati e ripristinandone il buono status ecologico. Allo stato attuale la rete Natura 2000 dell'Italia non comprende nella misura adeguata tutti i diversi tipi di habitat e le specie che necessitano di protezione. Le lacune più gravi riguardano le specie marine, come la foca monaca mediterranea, tartaruga marina comune e il tursiope, e gli habitat marini, come le scogliere. Mancano inoltre le designazioni dei siti marini per diverse specie di uccelli marini, come la berta maggiore e la berta minore. Per i motivi sopra indicati la Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondervi e adottare le misure necessarie. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.

La Commissione ha deciso di inviare lettere di costituzione in mora alla Croazia, all'Italia e alla Slovenia per non aver rispettato appieno alcuni obblighi di notifica previsti dal regolamento (UE) 2017/352 (regolamento sui servizi portuali). Il regolamento è inteso a creare condizioni di parità nel settore portuale, fornire certezza giuridica agli operatori portuali e creare un clima più favorevole per l'efficienza degli investimenti pubblici e privati. Il regolamento richiede agli Stati membri di prevedere una efficace procedura di gestione dei reclami e garantire che gli utenti del porto e le parti interessate siano informate in merito a quali sono le autorità competenti. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a stabilire norme in materia di sanzioni in caso di violazione del regolamento. Nessuno dei 3 Stati membri ha adempiuto pienamente agli obblighi di notifica. La Croazia, l'Italia e la Slovenia dispongono ora di 2 mesi per rispondere ai rilievi espressi dalla Commissione, trascorsi i quali la Commissione potrà inviare un parere motivato.

 

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