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22/11/2021

Criteri e modalità erogazione RdC: informativa Orlando

Il Ministro del lavoro, Orlando, ha reso in Aula, a Montecitorio una informativa urgente sui criteri e sulle modalità di erogazione del reddito di cittadinanza e sui suoi esiti applicativi.

Il Ministro ha esposto una sua riflessione sull'impianto dell'istituto del reddito, alla luce dei dati e delle evidenze più recenti con particolare riferimento alla verifica dei requisiti e ai controlli, e ha illustrato alcune linee dell'intervento con il quale il Governo ha posto le premesse per modificare, nel disegno di legge di bilancio, la disciplina vigente al fine di razionalizzarne il funzionamento.

Riferendo i dati più recenti dell'Osservatorio INPS sul reddito e sulla pensione di cittadinanza, Orlando ha sottolineato che nei primi 9 mesi del 2021, i nuclei beneficiari di almeno una mensilità di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza sono stati 1.686.416, per un totale di 3.790.744 persone coinvolte. Rispetto ai 12 mesi dello scorso anno, c’è stato un aumento importante caratterizzato dall'impatto della pandemia. L'importo medio del beneficio è di 577,33 euro per il reddito di cittadinanza e di 273,53 euro per la pensione di cittadinanza.

Citando la relazione introduttiva di accompagnamento al provvedimento, a firma del Presidente Conte, del Ministro Di Maio, del Ministro Bonafede, del Ministro Tria e della Ministra Bongiorno, il Ministro ha affermato che con il ReI e, poi, con il RdC l'Italia si è allineata agli altri Paesi europei nel dotarsi di uno strumento di contrasto alla povertà. A dimostrazione dell’efficacia dell’istituto, ha citato anche 3 studi - uno della Banca d'Italia, uno dell'Istat e uno dell'OCSE – dai quali si evince che, nel corso della crisi pandemica, il reddito ed altre misure di intervento pubblico straordinario a sostegno del reddito e dell'occupazione hanno contribuito a ridurre l'indice di diseguaglianza del reddito disponibile. Nonostante ciò, vanno evidenziate alcune criticità pur nella considerazione della complessità della misura che però avrebbe dovuto spingere il legislatore ad accompagnare l'avvio dei trasferimenti con un monitoraggio costante del potenziamento dei servizi di accompagnamento, cosa che non sempre è avvenuta.

Proprio in ragione di tale complessità, il Ministro ha ricordato che al suo insediamento ha istituito un comitato scientifico, peraltro previsto dalla legge, per la valutazione del reddito di cittadinanza, presieduto dalla professoressa Saraceno, con l'obiettivo proprio di valutare la resa dell'istituto, di individuare i correttivi e di proporre eventualmente le azioni necessarie per collegarlo più efficacemente al sistema delle politiche attive del lavoro. Nei giorni scorsi il Comitato ha divulgato gli esiti del lavoro, presentando un articolato documento finale di analisi, accompagnato da alcune puntuali proposte di intervento normativo, alcune delle quali già prese in considerazione.

Le criticità individuate nel documento riguardano soprattutto il criterio di accesso, la valutazione delle risorse disponibili ai fini della determinazione dell'entità del sostegno, la parametrazione della misura del sostegno al reddito rispetto alla composizione della famiglia, l'efficacia dei patti per il lavoro e di patti per l'inclusione sociale. Queste criticità hanno determinato disomogeneità e squilibri nella copertura della popolazione che si trova in povertà rispetto alla composizione della famiglia, all'età e al modo in cui si è composto il pacchetto di risorse disponibili. Evidenziata, inoltre, dal Comitato la necessità di intervenire sui processi e sui meccanismi di attivazione per quanto riguarda sia l'occupabilità che l'occupazione, sia un'effettiva inclusione sociale dei percettori di reddito.

Il Ministro si è poi soffermato su due aspetti fondamentali oggetto di particolare attenzione: la verifica dei requisiti previsti per l'accesso al beneficio e la componente dei controlli, nonché l'integrazione del reddito con le politiche attive del lavoro.

Orlando ha riconosciuta l’esistenza di alcune irregolarità, comportamenti fraudolenti e abusi odiosi che, nei singoli casi, hanno compromesso il fine di equità sociale della misura e anche la reputazione stessa della misura dando adito ad una campagna politica di contrasto. Necessaria, dunque, la revisione di alcuni meccanismi di funzionamento del RdC potenzialmente oggetto di comportamenti opportunistici, nonché il rafforzamento del sistema dei controlli sulla sussistenza dei requisiti.

“I casi di abuso, però” - ha proseguito il Ministro Orlando – “non cancellano la finalità dell'istituto, le cui ragioni io ritengo siano assolutamente da sostenere”. Ha quindi fornito il quadro generale dei controlli previsti ed effettuati a normativa vigente, indicando l’articolazione del sistema di controllo, caratterizzato dall'intervento di più amministrazioni: INPS, comuni, Agenzia delle entrate, ACI, Ministero della Giustizia, centri per l'impiego. Inoltre, il controllo dei requisiti anagrafici, cittadinanza e residenza, è di esclusiva competenza dei comuni e viene effettuato ex post dopo l'accoglimento delle domande, tramite una piattaforma dedicata ed esclusiva a disposizione dei comuni, a cui si aggiungono i flussi informativi degli istituti. Per effetto di queste verifiche, si procede a seconda dei casi alla decadenza quando sono variati i requisiti in corso di fruizione della prestazione o alla revoca della prestazione con effetto ex nunc, con conseguente recupero della prestazione indebita.

Soffermandosi, tra gli altri requisiti, sulla consistenza del patrimonio mobiliare, il Ministro ha ricordato che essa è controllata dall'INPS sulla base delle autocertificazioni ISEE, validate dall'Agenzia delle entrate. I dati relativi al patrimonio immobiliare vengono verificati a campione a cura delle strutture territoriali, non essendo previsti flussi massivi per il controllo dei dati catastali aggiornati e tenuto conto, comunque, che spesso le informazioni presenti nelle banche dati esistenti necessitano di aggiornamento. A tale proposito, il Ministro ha affermato che una riforma del catasto, finalizzata a riequilibrare i valori catastali rispetto a quelli di mercato, potrebbe assumere un carattere equitativo, in quanto suscettibile di ridurre l'iniquità e contrastare meccanismi elusivi.

In conclusione ha riassunto che, sulla base dei controlli posti in essere, la situazione rilevata al 15 settembre risulta essere la seguente: su 4.359.359 domande pervenute dal mese di aprile 2019 al 15 settembre 2021, 1.215.251 - pari al 27,87 per cento del totale - sono state respinte in base ai controlli effettuati in fase di istruttoria; altre 605.277 - cioè il 13,88 del totale delle domande pervenute - sono le pratiche poste in decadenza dall'INPS per il venir meno dei requisiti in corso di fruizione; infine, 123.816 - pari al 2,84 per cento del totale - sono le pratiche revocate per mancanza dei requisiti fin dall'origine a seguito dei controlli interni disposte dall'Istituto per difetto di segnalazione delle Forze dell'ordine. Il Ministro ha quindi, concluso che “in considerazione dei numeri coinvolti e delle procedure di verifica previste, l'istituto del reddito è sicuramente, nel novero dei benefici di natura assistenziali, uno degli istituti tra i più controllati”.

Ha poi reso noto che il 31 marzo scorso, il Ministero, in accordo con l'INPS, che detiene il potere concessorio della misura, ha avviato un tavolo tecnico di confronto fra tutti gli enti responsabili dei controlli e delle amministrazioni detentrici dei dati rilevati: Ministero della Giustizia, Ministero dell'Interno, Guardia di finanza, Arma dei carabinieri, ANCI, Ispettorato nazionale del lavoro. Il tavolo è finalizzato a favorire il raccordo tra le attività di ciascun attore nell'ambito delle proprie competenze ed è chiamato a svolgere l'attivazione degli scambi informativi e impedire l'indebita percezione della prestazione.

Orlando si è poi soffermato sull'efficacia sulle misure di accompagnamento al lavoro e di integrazione sociale, riferendo i dati di uno studio condotto dall'ANPAL, dal quale risulta che, alla data del 30 settembre di quest'anno, gli individui beneficiari del reddito di cittadinanza indirizzati ai servizi per il lavoro e tenuti alla sottoscrizione del Patto per il lavoro sono 1.109.287.  Ha rilevato, inoltre, che dai dati risulta un certo dinamismo nel rapporto tra beneficiari del reddito e occupazione che chiede un'analisi complessa. L'ANPAL sta concludendo in proposito un rapporto di ricerca, che fornirà un quadro dettagliato circa le caratteristiche delle occupazioni determinatesi durante la fruizione del beneficio, di cui saranno a breve forniti i risultati.

Sottoponendo all’attenzione dell’Aula due elementi dirimenti che hanno influito sul non ottimale collegamento tra reddito di cittadinanza e ricerca di un'occupazione per i soggetti percettori, il Ministro ha osservato un disallineamento tra l'erogazione del sostegno monetario e le iniziative per il lavoro; situazione peggiorata con l'arrivo della pandemia e delle conseguenti misure di restrizione, che hanno indotto a sospendere le iniziative di ricerca e le relative condizionalità.

Durante l'emergenza sanitaria, inoltre, la dinamicità del mercato del lavoro è stata molto scarsa, tant'è che, sostanzialmente, sono allineati anche i dati che riguardano la NASpI e i percettori di Cassa integrazione. Riferendo alcuni dati, ha dedotto che le analisi mostrano una distanza che persiste tra i percettori di reddito e il mercato del lavoro più che una scarsa propensione all'impiego, tanto più se si aggiunge il fatto che quasi quattro quinti dell'intermediazione nel nostro Paese non si realizza attraverso le agenzie per il lavoro né attraverso i centri per l'impiego, ma attraverso conoscenze di carattere familiare. A queste considerazioni si deve aggiungere lo stato dei centri per l'impiego nel nostro Paese, questione sulla quale il Ministro si è soffermato rilevando che, nonostante il rafforzamento in occasione dell’introduzione della misura, nel confronto con gli altri Paesi europei l'Italia presenta una fragilità strutturale in termini di personale impiegato e di risorse dedicate ai centri, nonché una loro non omogenea distribuzione territoriale. Lo staff dei centri per l'impiego in Italia, nel 2020, si attesta a 7.772 unità, con una consistenza numerica un po' sbilanciata in confronto con gli altri Paesi europei. Per effetto della pandemia, inoltre, i piani di rafforzamento che le regioni avrebbero dovuto implementare hanno scontato un certo ritardo anche se ad oggi il quadro si sta definendo e, nei prossimi mesi, gli organici dei centri per l'impiego dovrebbero trovare un consolidamento, con un raddoppio degli operatori del servizio e della platea dei soggetti ad essi indirizzati.

Su questi aspetti il Governo ha inteso agire con l'intervento inserito nel ddl di bilancio riformando alcuni dei meccanismi di funzionamento del reddito, al fine di prevenire comportamenti scorretti e incentivare, accompagnare e sostenere più efficacemente il beneficiario nella ricerca del lavoro.

Si tratta di interventi di semplificazione e di razionalizzazione, di correttivi per rafforzare il sistema dei controlli preventivi, per una migliore interoperabilità tra le banche dati esistenti e per una più efficace collaborazione tra tutti i soggetti competenti, anche attraverso la creazione di un hub informatico unitario e comunicante nelle sue diverse componenti. Introdotta, quindi, una governance più coordinata dei soggetti competenti; è stata estesa la revoca del beneficio del reddito in caso di condanna penale definitiva per ulteriori reati rispetto a quelli previsti dalla legge istitutiva, quali lo sfruttamento della prostituzione, la tratta di persone, il furto, la rapina, la truffa aggravata, il riciclaggio, l'usura, il traffico illecito di stupefacenti. Sul fronte dell'attivazione per la ricerca del lavoro, sono stati introdotti meccanismi di semplificazione delle procedure, che consentono di adottare la dichiarazione di immediata disponibilità contestualmente all'istanza di richiesta. La ricerca attiva del lavoro, da parte del percettore del reddito, sarà verificata presso il centro per l'impiego in presenza, con una frequenza almeno mensile, pena, a meno di giustificato motivo per l'assenza, la decadenza del beneficio. Per i percettori occupabili, il décalage del beneficio mensile scatterà dopo il primo rifiuto, mentre la revoca è prevista dopo il secondo rifiuto di un'offerta congrua di lavoro. Rafforzati anche gli incentivi ai datori di lavoro che assumono percettori del reddito di cittadinanza, ai fini di una maggiore incentivazione dell'occupazione.

Un ruolo importante è assegnato anche ai privati. Per favorire la mediazione tra domanda e offerta di lavoro, la piattaforma ANPAL prevede parità di accesso ai centri per l'impiego e alle agenzie per il lavoro, in cooperazione con il portale del Dipartimento della funzione pubblica. Alle agenzie per il lavoro accreditate è quindi riconosciuto il 20 per cento per ogni assunzione.

All’intervento del ministro sono seguiti interventi dei vari esponenti politici che hanno ribadito le loro posizioni in merito alla misura.

 

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