Scheda di approfondimento
Governo - Accordo enti locali e regioni su manovra
Si è tenuto, il 9 luglio scorso, l'incontro del Governo con gli Enti Locali relativo alla manovra correttiva all'esame del Parlamento. L'accordo siglato tra Governo, Comuni e Province, prevede che "entro il 31 luglio venga approvato il decreto attuativo sul federalismo municipale". Lo ha dichiarato il ministro Tremonti, spiegando che "ci sono i presupposti tecnici e naturalmente politici per concordare un testo coerente entro luglio". Per le Province il termine previsto è settembre. "Noi siamo convinti che dal federalismo municipale deriverà una aumento della trasparenza nel rapporto politica/cittadino e della democrazia effettiva, oltre che un aumento delle entrate, grazie al recupero dell'evasione e dall'abbattimento delle rendite" - ha sottolineato il ministro.
Il governo si è impegnato inoltre a prevedere il trasferimento dell'amministrazione del Catasto ai comuni. Sempre entro ottobre verrà presa in considerazione anche la proposta di trasferire al 2012 parte dei tagli previsti nel 2011. L'incontro ha sancito inoltre la nascita di una Commissione governo-autonomie locali, che si incaricherà di verificare l'ammontare delle spese nell'intero ambito della pubblica amministrazione, e di studiare manovre di alleggerimento e risparmio sui costi complessivi del sistema.
Il documento
Conferenza regioni: sfuma per il momento la possibilità di un accordo governo-regioni sulla manovra economica "per noi è stato un incontro molto negativo, spiega in conferenza stampa il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, aggiungendo che "le proposte avanzate dalle regioni sono state respinte". "Ribadiamo con maggior convinzione - rimarca Errani, insieme ai Presidenti delle regioni - la richiesta di mettere all'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni l'intesa per la restituzione delle deleghe assegnate con la Legge Bassanini. Siamo preoccupati - ripete più volte Errani - per noi non esiste un ragionamento di schieramento. Noi non rinunceremo a lavorare perché il nostro compito non è fare propaganda, ma spiegare al governo che chi vuole andare verso il federalismo fiscale non può entrare nel più pieno centralismo. Informeremo il Presidente della Repubblica sulle conseguenze di questa situazione". "La manovra - rimarca Errani - è totalmente squilibrata a sfavore delle regioni e degli enti locali.
Vogliamo comunque collaborare con il governo e proponiamo una commissione a costi zero per verificare qualità della spesa e riduzioni, proponendo al governo un'intesa fondata su questo principio: chi non riduce spese non di qualità ne paghi il prezzo. Ma c'e' un taglio di 10 miliardi di euro di trasferimenti e questo ci mette nelle condizioni -conclude Errani- di non poter esercitare le competenze di cui le regioni hanno la responsabilità".
Anci: subito l'autonomia impositiva per i Comuni. In autunno una verifica per lo sblocco di parte dei residui passivi e la modifica del Patto di stabilità, con la rimodulazione dei tagli ai trasferimenti statali. E ancora: trasferimento ai Comuni dell'amministrazione del Catasto e massima autonomia nella gestione delle risorse umane. Sono queste le proposte dell'Anci a fronte della manovra finanziaria, sottoscritte dal governo nel corso dell'incontro che si è tenuto a Palazzo Chigi, alla presenza del premier Silvio Berlusconi.
"Nel corso dell'incontro - spiega il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino - abbiamo mantenuto il nostro giudizio complessivo sulla manovra, che a nostro parere avrebbe dovuto essere distribuita in modo diverso, ferme restando la necessità, l'urgenza e l'ammontare complessivo dei saldi". Allo stesso tempo, però, "prendendo atto dell'impossibilità di modificare questa impostazione - prosegue Chiamparino - abbiamo avanzato alcune proposte che non solo non modificano l'ammontare complessivo della manovra, ma non ne intaccano neanche i principi di distribuzione".
UPI: "L'apertura al dialogo e al confronto con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e con il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha prodotto risultati significativi: il Governo oggi si è impegnato a definire il decreto attuativo del federalismo fiscale sull'autonomia tributaria delle Province entro settembre. Un passaggio che come Upi riteniamo fondamentale". Lo ha detto il Presidente dell'Unione delle Province d'Italia, Giuseppe Castiglione, nel corso della Conferenza stampa a Palazzo Chigi nel quale insieme ai Ministri Tremonti e Calderoli e al Presidente dell'Anci, Chiamparino, è stato presentato l'accordo siglato con il Governo dopo l'incontro con il Presidente del Consiglio. "Un accordo molto importante, dettato dalla ragionevolezza di tutti e determinato dal forte impegno di Governo, Province e Comuni a trovare soluzioni condivise, partendo dalla considerazione comune della necessità di tenere sotto controllo la spesa pubblica.
L'autonomia tributaria - ha ricordato Castiglione - è per noi un punto fermo per dare piena concretezza all'attuazione del federalismo fiscale, un percorso su cui stiamo lavorando con il massimo impegno insieme al Ministro Calderoli, perché siamo certi che potrà portare alla riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale, assicurando autonomia e responsabilità agli amministratori. Alle Province l'autonomia tributaria consentirà di avere certezza di risorse e di porre fine alla finanza derivata che invece non ci consente di programmare autonomamente i nostri bilanci. Il Governo poi - ha detto Castiglione - ha accettato la nostra richiesta di verificare la possibilità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di rivedere il patto di stabilità e assorbire all'interno di esso i tagli ai trasferimenti, da rimodulare secondo criteri di merito e virtuosità. E' stata inoltre accolta la richiesta di verificare in autunno la possibilità di aumentare la percentuale spendibile di risorse ferme nelle casse delle Province, per effettuare i pagamenti alle imprese per i lavori già effettuati. Saremo in prima fila nella Commissione per la verifica della spesa pubblica di Stato, Regioni, Province e Comuni - ha poi concluso Castiglione - che sarà istituita a seguito di questo accordo, e che dovrà accertare dove si annidano gli sprechi e in che modo eliminarli. Una sfida che le Province hanno colto e su cui porremo il massimo impegno".
Legautonomie: "La lotta dei sindaci non è affatto finita. L'intesa è stata fatta su promesse. Ma la manovra viene portata in Parlamento con una blindatura inaccettabile. E poi i tagli sulle regioni ricadranno per almeno metà sui comuni, come tutti hanno chiaro". "Il conflitto istituzionale che si è aperto per responsabilità del governo non è risolto" - Prosegue Filippeschi - "La sudditanza imposta agli enti locali contraddice la Costituzione. L'impegno per nuovi provvedimenti di fiscalità locale è importante, ma è contraddetto, intanto, dai contenuti della manovra. E dall'iter della riforma della Carta delle Autonomie. I comuni così non reggeranno e gli amministratori hanno il dovere di farsi capire dai cittadini che verranno colpiti, parlando chiaro e facendo atti conseguenti di contrasto all'espropriazione delle prerogative garantite dalla Costituzione e al taglio di risorse che impedirà di fornire servizi essenziali".
Uncem: "Una riunione tanto cordiale sotto il profilo formale quanto improduttiva sotto l'aspetto di merito, chiusa dal Presidente del Consiglio con una generica dichiarazione di disponibilità a valutare le proposte emerse e con la chiara intenzione del Ministro dell'Economia a mantenere inalterato il testo della manovra così come uscito dal Senato e sul quale verrà posta la fiducia". Così il presidente dell'Uncem, Enrico Borghi, commenta la riunione tenutasi il 9 luglio a Palazzo Chigi tra il governo (presenti il Presidente Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e i ministri Tremonti, Calderoli, Maroni, Fitto, Brunetta) e i vertici di Anci, Upi ed Uncem.
(inserito il 13/07/2010)