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27/03/2018

Lavoro: Inclusione sociale - al via Piano contro la povertą

La Rete della protezione e dell'inclusione sociale -organismo presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e che riunisce gli assessori regionali e di alcuni comuni individuati dall'ANCI, responsabili territoriali delle politiche sociali- ha approvato il Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà. Prima dell'approvazione la Rete ha incontrato i rappresentanti delle parti sociali e degli organismi del terzo settore impegnati in attività di lotta alla povertà che hanno tutti manifestato apprezzamento per i contenuti del Piano e per le modalità del confronto che hanno portato alla sua definizione.

Il Piano rappresenta il primo strumento programmatico per l'utilizzo della quota del Fondo povertà destinata al rafforzamento degli interventi e dei servizi territoriali per i beneficiari del Reddito di inclusione (REI) e rappresenta un passo essenziale per il funzionamento efficace della nuova misura di contrasto alla povertà. 

Per la prima volta dalla riforma del Titolo V della Costituzione, gli interventi e i servizi sociali acquisiscono la natura di Livelli essenziali delle prestazioni. "È un passaggio epocale -sottolinea il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti- reso possibile da una disponibilità stabile di risorse che finalmente permette di rafforzare i servizi territoriali, anche attraverso l'assunzione di nuovi assistenti sociali che saranno impegnati nella realizzazione degli interventi, e di tendere alla loro armonizzazione, individuando specifici obiettivi da garantire uniformemente nel Paese". 

Il Fondo Povertà, infatti, diversamente da tutti i precedenti fondi di natura "sociale", è permanente e stanzia per i servizi circa 300 milioni di euro nel 2018 che salgono a 470 milioni dal 2020 e per gli anni successivi. Con le risorse comunitarie per le politiche di sostegno alle persone più deboli ed a quelle in povertà estrema, i territori potranno contare a regime su più di 700 milioni di euro l'anno. Una cifra che per la prima volta consente di raccogliere la sfida del rafforzamento e del ripensamento organizzativo dei servizi per far fronte ai compiti che sono chiamati a svolgere, in un contesto in cui la spesa per i servizi territoriali di contrasto alla povertà è bassa (il 7% della spesa totale per i servizi sociali) ed estremamente eterogenea (dagli oltre 30 euro pro-capite nelle regioni in cui si spende di più ai meno di 2 euro di quelle in cui si spende meno). (segue)

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