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In Consiglio dei Ministri

Riunione del giorno 5 Marzo 2020

RELAZIONE AL PARLAMENTO 2020

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la “Relazione al Parlamento per il 2020”, redatta ai sensi dell’articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, da presentare alle Camere, ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine (OMT) rispetto a quello già autorizzato con la Relazione al Parlamento 2019, allegata alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019.

Lo scostamento rispetto all’OMT già indicato si rende necessario in relazione alle iniziative immediate, di carattere straordinario e urgente, che il Governo intende assumere per fronteggiare le rilevanti esigenze di natura sanitaria e socio-economica in relazione allo stato di emergenza dichiarato per la diffusione del virus COVID-19.

Il pacchetto di misure che il Governo intende adottare prevede un incremento delle risorse destinate al sistema sanitario pubblico, al sistema della protezione civile e alle forze dell’ordine per assicurare la necessaria dotazione di strumenti e mezzi che consentano, rispettivamente, di fornire assistenza alle persone colpite dalla malattia e applicare le politiche di prevenzione e mitigazione del rischio. 

Si prevedono, inoltre, misure e interventi di contrasto ai disagi sociali ed economici conseguenti al rallentamento e, in alcuni casi, alla sospensione delle attività produttive, che consisteranno nello stanziamento di nuove risorse finanziarie destinate al sostegno dei redditi, alla salvaguardia dell’occupazione e al potenziamento degli ammortizzatori sociali, nonché misure di sostegno alle aziende dei territori e dei settori produttivi interessati con particolare intensità dagli effetti dell’emergenza sanitaria in termini di riduzione del livello di attività e di fatturato, con conseguente impatto sulla liquidità delle imprese, anche attraverso la concessione di garanzie sui debiti delle stesse.

Tali iniziative avranno un impatto sull’indebitamento netto dell’anno in corso. Rispetto allo scenario programmatico della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019, tali misure determineranno un peggioramento dell’obiettivo di indebitamento netto previsto per l’esercizio in corso dell’ordine di circa 6,35 miliardi di euro, corrispondenti a circa 0,3 punti percentuali di PIL.

Il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato potrà aumentare fino a 87 miliardi di euro nel 2020 in termini di competenza e a 136,5 miliardi di euro in termini di cassa, con un incremento di 7,5 miliardi sia in termini di competenza che di cassa.

Il Governo, sentita la Commissione europea e in considerazione della temporaneità della deviazione dal sentiero di aggiustamento, si impegna, nelle more dell’aggiornamento delle valutazioni che sarà condotto in sede di presentazione del DEF 2020, a riprendere il percorso di convergenza verso l’Obiettivo di medio termine come previsto dalla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019, con una riduzione del deficit nominale a -1,8 per cento del PIL nel 2021 e al -1,4 per cento del PIL nel 2022, tenuto anche conto del risultato 2019 dell’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, che, attestandosi all’1,6 per cento del PIL, ha registrato una significativa diminuzione rispetto alla previsione del 2,2 per cento indicata nelle ultime stime ufficiali diffuse.

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RECEPIMENTO DELLE DIRETTIVE EUROPEE SULL’ECONOMIA CIRCOLARE

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Enzo Amendola e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, in attuazione della legge 4 ottobre 2019, n. 117 – Legge di delegazione europea 2018, ha approvato, in esame preliminare, quattro decreti legislativi di attuazione di direttive europee su rifiuti, discariche e veicoli fuori uso.

Le direttive fanno parte del cosiddetto “Pacchetto economia circolare”, adottato dall’Unione europea a luglio del 2018 con l’obiettivo di portare il riciclo dei rifiuti urbani ad almeno il 55% entro il 2025, al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035. In parallelo, è prevista la diminuzione dell’uso delle discariche, che entro il 2035 dovrà essere inferiore al 10%.

I provvedimenti:

1. Attuazione degli articoli 2 e 3 della direttiva (UE) 2018/849, che modificano le direttive 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (decreto legislativo – esame preliminare)

2. Attuazione dell’articolo 1 della direttiva (UE) 2018/849, che modifica la direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso (decreto legislativo – esame preliminare)

3. Attuazione della direttiva (UE) 2018/850, che modifica la direttiva 1999/31/CE, relativa alle discariche di rifiuti (decreto legislativo – esame preliminare)

Il decreto introduce una nuova disciplina organica in materia di conferimento di rifiuti in discarica.

4. Attuazione della direttiva (UE) 2018/851, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, e della direttiva (UE) 2018/852, che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (decreto legislativo – esame preliminare)

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COVID-19, PROVVEDIMENTI DI PROTEZIONE CIVILE

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha deliberato un ulteriore stanziamento di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, per la realizzazione degli interventi di protezione civile relativi al contenimento e al contrasto della diffusione del virus COVID-19.

Lo stanziamento fa seguito a quello di 5 milioni già deliberato il 31 gennaio scorso, in concomitanza alla dichiarazione dello stato d’emergenza, e a quello di 20 milioni stabilito dall’articolo 4 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.

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REVOCA DELL’INDIZIONE DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI

Il Consiglio dei Ministri, in considerazione di quanto disposto con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, recante misure per il contrasto, il contenimento, l’informazione e la prevenzione sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha convenuto di proporre al Presidente della Repubblica la revoca del decreto del 28 gennaio 2020, con il quale è stato indetto per il prossimo 29 marzo il referendum popolare confermativo sul testo di legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 12 ottobre 2019.

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